I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

Visita al M.Ar.Ta.

 

marta1
marta2
marta3
marta4
marta5
marta6
marta7
marta8
marta9
marta10
marta11
marta12
marta13
marta14
marta15
marta16
marta17
marta18
marta19
marta20
marta21
marta22
marta23
marta24
marta25
marta26
marta27
marta28
marta29
marta30
marta31
marta32
marta33
marta34
marta35

Nell’ambito delle iniziative previste dal Progetto “Orientamento in itinere: Ciceroni al Mediterraneo”, la cui finalità è orientare gli alunni delle classi seconde ad una consapevole scelta del percorso di studio che dovranno seguire nel triennio successivo, tra quelli previsti dalla scuola, la visita didattica al Museo Archeologico di Taranto M.Ar.TA. è stata un’importante esperienza per vedere all’opera guide turistiche professioniste ed apprendiste e contestualmente conoscere un luogo di importanza internazionale.

Prima di iniziare la visita all’interno del museo, gli “apprendisti Ciceroni” delle classi 3C (Alessandro De Marco, Leandro Giannese, Ilaria Lombardi, Francesco Migliore) e 4C (Caterina Fallucca, Marika Sessa, Ylenia Viola), coloro cioè che già hanno scelto il loro indirizzo, all’interno del chiostro e nell’androne del Museo, hanno introdotto la visita a compagni e docenti, con maestria, professionalità e sicurezza.

I ragazzi, ai quali vanno i nostri personalissimi complimenti, preparati e sicuri di quanto hanno esposto, e tranquilli nel rispondere alle domande che gli venivano poste, hanno trovato, negli studenti di seconda, un pubblico attendo ed interessato, che ha valorizzato ancor di più tutto il lavoro di studio fatto per preparare l’esposizione.

La visita è proseguita guidati da una guida professionista che si è complimentata con i nostri ragazzi prima di accompagnarci al terzo piano dove abbiamo potuto ammirare opere di inestimabile bellezza e valore, uniche al mondo. E non sto esagerando. Penso che ciascuno dovrebbe visitare il Museo Archeologico di Taranto… almeno dodici volte… all’anno!

Questo importantissimo Museo è stato istituito nel 1887 ed ubicato nel Convento di S. Pasquale (o dei frati Alcantarini). L’edificio è stato ingrandito e risistemato in varie fasi, a partire dal 1903, epoca della ricostruzione delle facciate, mentre l’ala settentrionale è stata realizzata tra il 1935 ed il 1941.

Il nuovo percorso espositivo illustra la storia di Taranto e del suo territorio, sviluppandosi dal terzo al primo piano per fasce cronologiche: periodo preistorico e protostorico, periodo greco (senza tralasciare le tematiche dei rapporti dinamici con il mondo indigeno preromano), periodo romano, periodo tardoantico e altomedievale. 

L’inaugurazione del III piano del Museo è avvenuta il 29 luglio 2016.

La sezione preistorica del Museo trovata al terzo piano espone, in moderne bacheche, perfettamente catalogati ed illuminati, alcuni reperti dal territorio regionale pugliese, ma soprattutto è incentrata sull’area di Taranto a partire dal Neolitico (IV millennio a.C.) fino alla comparsa dei centri costieri nell’età del Bronzo (II millennio a.C.), tra cui spicca, per la ricchezza dei materiali, quello di Scoglio del Tonno, emporio miceneo sito ad ovest dell’acropoli.

Lasciando il terzo piano e il mondo preistorico, scendiamo al primo piano ove troviamo dei reperti provenienti dal mondo greco invidiati da tutto il mondo.

Anche la curiosità dei ragazzi mi è sembrata maggiore avanti a questi resti di proporzione maggiore, più comprensibili e più simili agli oggetti che conosciamo. Vasi, anfore, brocche, crateri, statuette… Personalmente ho da fare anche i complimenti a chi ha curato l’allestimento delle sale, molto lineare, pulito, dinamico e moderno.

Di particolare interesse la “tomba dell’atleta”, rinvenuta il 9 Dicembre 1959 in via Genova 9, a Taranto, con all’interno lo scheletro di un leggendario atleta che vinse ben quattro “Giochi panatenaici” in una delle specialità più difficili e poliedriche: il pentathlon!

Interessante anche perché, dalla struttura ossea, perfettamente intatta al suo ritrovamento, è stato possibile risalire alla sua dieta alimentare, alla sua età e allo stile della sua acconciatura: si trattava di un uomo sui 30 anni di corporatura robusta, alto circa 170 cm (una statura eccezionale per quell'epoca), per un peso di 77 kg. Evidenti erano anche i segni della sua potenza nel lancio del disco, nel salto in lungo, nel lancio del giavellotto, nella corsa e nella lotta, le discipline sportive tipiche del Pentathlon. I suoi capelli erano ricci e scuri come i suoi occhi.

La sua dieta alimentare era costituita principalmente da cereali e frutta, ricchi di carboidrati, come erano anche soliti usare i suoi colleghi, ma che lui accompagnava ad una buona dose di fonti proteiche, come il pesce azzurro di piccola taglia quali acciughe, sarde, sgombri, crostacei ed ostriche, talvolta anche carne.

Una curiosità: Nell'agosto del 2008, “l'Atleta di Taranto” è stato esposto a Pechino, durante le Olimpiadi.

Ampio spazio è poi riservato all’esposizione degli eccezionali reperti provenienti dalla necropoli del IV e III secolo a.C., dai monumenti funerari alle tombe con oreficerie tra le quali i famosi “ori di Taranto”, in un percorso che si snoda sino alle fasi della romanizzazione.

Nelle sale dedicate alla Taranto romana, lo splendore della città all’indomani della conquista è testimoniato dagli arredi scultorei, dalla statuaria e dai pavimenti a mosaico degli edifici pubblici e privati di età imperiale.

Testo e fotografie Alessandro Cavallaro

 

Allegati: