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"Taranto: riti e tradizioni, la Settimana Santa"

UDA 5C Pulsano - Marika Sera

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La Settimana Santa di Taranto comincia ufficialmente quando ci si scambiano i ramoscelli d’ulivo durante la Domenica delle Palme e tocca il suo culmine durante due processioni: quella dell’Addolorata del giovedì e quella dei Misteri del venerdì. Nella Domenica delle palme, le due principali confraternite di Taranto, quella di Maria Santissima Addolorata e san Domenico (sita nella chiesa di San Domenico Maggiore nel Borgo Antico) e quella di Maria Santissima del Carmine (sita nella omonima chiesa nel Borgo Nuovo), convocano in assemblea straordinaria i propri iscritti in regola con l'amministrazione e che non siano incorsi in sanzioni disciplinari, ed effettuano le "gare" per aggiudicarsi l'onore di partecipare alle due processioni, il pellegrinaggio della Vergine addolorata e la processione dei Sacri misteri. All'inizio dell'assemblea, il segretario o uno degli assistenti del priore bandisce l'asta che prosegue fino a quando l'offerta più alta non è superata da altre offerte. A questo punto il simbolo (o statua) viene aggiudicata al confratello che ha fatto l'offerta maggiore.

Le famiglie storiche ed i gruppi organizzati di confratelli appartenenti alle varie fazioni o indipendenti gareggiano per devozione ed uniscono col loro sacrificio la storia di questi riti. Il ricavato delle "gare" viene devoluto nel corso dell'anno a favore di iniziative benefiche. Nella casa circondariale di Taranto, si organizza prima delle due processioni una Via Crucis, per far rivivere anche ai detenuti la Passione di Gesù con la “Troccola”, la Croce dei Misteri e i “Perdúne”. Anche nell'ospedale civile Santissima Annunziata e nella Cittadella della Carità, si svolgono altre due Via Crucis con il contributo della Confraternita della Santissima Addolorata e San Domenico.

I riti Pasquali di Taranto: cosa accade giovedì e venerdì

Nel primo pomeriggio del Giovedì Santo inizia il pellegrinaggio dei Confratelli del Carmine nei “Sepolcri”, ovvero gli altari della reposizione allestiti in ogni chiesa della città. Escono in coppie o “poste”, a piedi nudi e incappucciati, e percorrono le vie cittadine facendo sosta in ogni sepolcro lungo il loro percorso. Sono i perdoni, in tarantino “perdune”, e simboleggiano i pellegrini che si recavano a Roma in cerca del perdono di Dio. Le “poste” impiegano diverse ore a compiere il tragitto designato perché avanzano con un dondolio lento ed esasperante che i tarantini chiamano “a nazzecate”.

Curiosità: perché “a nazzecate”

La processione dell’Addolorata, anticamente, pare prevedesse l’ingresso in sette chiese della città, tante quanti gli ingressi della città di Gerusalemme.

I numerosi fedeli, a causa delle esigue dimensioni delle chiese locali, spesso erano costretti ad accalcarsi fuori dalle stesse, attendendo pazientemente il loro turno e quindi, sia per riscaldarsi che per riequilibrare il peso del corpo, si lasciavano andare a quel dondolio meglio noto come “nazzicata” che è divenuto poi il passo tipico dei “perdune”.

L’ultima coppia di confratelli che esce dalla Chiesa del Carmine viene chiamata “u serrachiese”, in quanto ha il compito di “serrare” le chiese, cioè di chiuderle per la notte che si avvicina. Spesso le coppie di confratelli si incrociano con altre lungo la strada. In questi casi, viene fatto “u salamelicche”, cioè una sorta di riverenza: i perdoni si tolgono il cappello e portano i rosari ed i medaglieri contro il petto. Tutti i perdoni devono rientrare al Carmine entro la mezzanotte del Giovedì quando, dalla Chiesa di San Domenico, parte la Processione della Madonna Addolorata. Tradizione prevede che la statua, all’uscita dalla chiesa, sia salutata con l’esecuzione della Marcia Funebre “A Gravame”, dedicata ad un giovane musicista della banda scomparso in un tragico incidente sul lavoro. Questa processione si conclude solo il pomeriggio del Venerdì Santo alle 17:00 per consentire l’inizio della seconda processione, quella dei Misteri, che si dirama dalla Chiesa del Carmine per farvi nuovamente ritorno solo alle 7:00 del mattino del sabato. A sfilare per la città, in questo caso, sono le statue rappresentanti la passione di Gesù.

 

 

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